venerdì, Agosto 19, 2022
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Chirurgia pediatrica dei piedi piatti: La novita’ del copolimero riassoribibile plla

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Le nuove viti nel materiale riassorbibile facilitano le fasi di guarigione per il bambino: lo racconta Leghe Leggere Lavorate, l’unica azienda italiana proprietaria della tecnologia capace di produrre tali componenti medici.

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Una delle problematiche di grande osservazione e che crea non poche preoccupazioni ai genitori è il piede piatto flessibile dei bambini. Tutti i bambini fino a 5-6 anni presentano un piede piatto, ossia con l’assenza delle fisiologiche curve della pianta del piede. E’ un fatto naturale e legato all’immaturità del sistema muscolo-scheletrico del bambino che di solito si corregge durante la crescita. Se fra i dieci e tredici anni il piede è ancora piatto, occorre però una valutazione precisa per decidere se sia opportuno intervenire con un intervento chirurgico che di solito è necessario se il bambino ha dolore nell’appoggio e assume una posizione scorretta. Intervenire in giovane età è fondamentale per evitare di doversi operare da adulti con maggiori problemi e risultati inferiori.

La tecnica operatoria più utilizzata consiste nell’inserimento di una vite sotto il calcagno con una microincisione, per impedire lo scivolamento del calcagno e il cedimento dell’arcata plantare. L’intervento è una procedura molto semplice: dura, infatti, appena 10 minuti e il bambino può tornare a camminare dopo pochi giorni. La chirurgia pediatrica dei piedi piatti può vantare ora anche di una grande innovazione che ha portato enormi vantaggi per la guarigione efficace e più rapida del bambino, riducendo le preoccupazioni dei genitori. Il vantaggio è dato dal nuovo materiale, chiamato PLLA, ossia un copolimero riassorbibile che ha una resistenza relativamente elevata e una velocità di degrado e riassorbimento appropriate per la maggior parte delle applicazioni muscolo scheletriche, con particolare utilizzo nella chirurgia pediatrica.

In Italia, solo un’azienda possiede le tecnologie adeguate per lavorare tale materiale e creare medical devices destinati ai vari settori chirurgici. Si tratta di Leghe Leggere Lavorate, prima azienda italiana specializzata nella produzione di componentistica per la chirurgia ortopedica e l’implantologia dentale. “Per molti anni, gli impianti riassorbibili hanno provato clinicamente numerosi vantaggi” racconta Davide Pizzamiglio, CEO di Leghe Leggere Lavorate. “Il primo aspetto favorevole riguarda l’agevolazione del consolidamento osseo in fase di guarigione. Inoltre, i prodotti in materiale PLLA eliminano la necessità di rimozione del mezzo di sintesi e la distorsione conseguente al materiale metallico nell’indagine con risonanza magnetica. Infine evitano il rilascio di ioni metallici nei tessuti ossei”.

L’utilizzo di una vite riassorbile elimina la necessità di un secondo intervento dopo alcuni anni per rimuovere il device, il che è particolarmente vantaggioso quando gli attori dell’intervento sono dei bambini; per lo stesso motivo risulta vantaggioso a livello di sostenibilità economica. Per scaricare la foto della vite in PLLA per piede piatto. A proposito di Leghe Leggere Lavorate Leghe Leggere Lavorate è la prima azienda italiana specializzata nella produzione di componentistica per la chirurgia ortopedica e l’implantologia dentale. L’azienda si distingue sul mercato per la sua capacità di fornire un servizio completo ai propri clienti, che possono affidarsi a Leghe Leggere Lavorate per tutte le fasi di sviluppo di un nuovo prodotto e quindi scegliere un unico fornitore qualificato. Le diverse fasi di lavorazione a disposizione del cliente sono: Ricerca e Sviluppo: l’ufficio tecnico offre assistenza e consulenza ingegneristica per lo sviluppo di qualsiasi prodotto, suggerendo diverse soluzioni tecniche. Partendo dallo studio del progetto insieme al cliente, si passa alla fase di prova con la realizzazione dei prototipi e la validazione degli stessi, fino al rilascio del disegno tecnico definitivo. Produzione: grazie a un ampio reparto macchine, Leghe Leggere Lavorate realizza svariati prodotti che si differenziano per materiale e per tecnologia produttiva utilizzata (torni a fantina mobile, centri di lavoro 5 assi e presse per stampaggio plastiche a iniezione). Finiture: il cliente ha a disposizione qualsiasi tipologia di finitura necessaria del prodotto, quali per esempio burattature, sabbiature, elettrolucidatura, lucidatura manuale, anodizzazione, marcatura laser, ecc. Packaging: dopo i necessari controlli, il prodotto è avviato al confezionamento secondo procedure validate. Per i prodotti sterili, le operazioni vengono effettuate all’interno della camera bianca ISO 7 e ISO 8 che consente condizioni di atmosfera controllata, e all’interno della quale il personale specializzato effettua prima il lavaggio ad ultrasuoni dei vari componenti e poi l’asciugatura. A questa fase segue il confezionamento primario, l’etichettatura e l’inserimento dei blister nelle apposite scatole. Ultima operazione è la sterilizzazione.

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