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5 maggio 2022 si celebra “La Giornata Internazionale dell’Ostetrica”

Cure ostetriche. Garanzia per i buoni esiti della salute delle donne

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Anna Di Gisi
Anna Di Gisi
Direttore delle Attività Teorico - pratiche e di Tirocinio CdL Infermieristica dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" presso la Sede formativa dell'AORN "S.G. Moscati" di Avellino; docente a contratto di Scienze infermieristiche generali, Teoria del Nursing ed Organizzazione della professione infermieristica.

Ricorre oggi La Giornata Internazionale dell’Ostetrica. “Cento anni di progresso”, questo il messaggio di questa edizione 2022 per omaggiare la nascita della Confederazione internazionale ostetriche (ICM). La giornata infatti è stata ideata dalla stessa Confederazione durante la conferenza olandese del 1987. La celebrazione esordì nel 1991 e sono oltre 30 anni che la ricorrenza viene osservata in più di 50 nazioni in tutto il mondo accompagnata da uno slogan che ne identifica la tematica prescelta. A tale proposito la Federazione nazionale Ordini della professione Ostetrica (FNOPO) sottolinea l’importanza dell’assistenza sul territorio e come il contributo delle Ostetriche sarà un valore aggiunto oltre che una sfida ambiziosa dell’intero Sistema Salute.

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Nel nostro Paese infatti, la FNOPO celebra questa ricorrenza sempre con molto orgoglio e con la consapevolezza di quanto siano determinanti in tutto il mondo le cure ostetriche per raggiungere e garantire i migliori esiti di salute delle donne, dei nascituri e delle famiglie. Come sottolinea la stessa International Confederation of Midwives (ICM), è inequivocabile che laddove sono state implementate le risorse in ostetricia, investendo sulle ostetriche, sono stati favoriti i migliori esiti di salute con una ricaduta positiva sulle comunità di ogni parte del mondo.

“In questi ultimi due anni, come scrive in una nota la presidente della FNOPO, Silvia Vaccari, segnati dal grave fenomeno della Pandemia da Covid19, sostenere il ruolo dell’Ostetrica/o nella presa in carico della donna ha significato dimostrare, ancora una volta, la specificità e la peculiarità delle cure che non possono essere delegate ad altre professioni sanitarie e che, grazie alla collaborazione multiprofessionale e multidisciplinare, consente alle donne di avere la miglior assistenza possibile – spiegano i vertici della professione ostetrica”.

Le sfide che la Professione ostetrica deve affrontare pertanto sono ancora molteplici: dalla denatalità, alle malattie sessualmente trasmissibili, passando per la promozione di sani stili di vita, sessualità e genitorialità responsabili, nonché alle problematiche legate alla sempre più elevata longevità della popolazione femminile. Per affrontarle le Ostetriche/i continuano a mettere in campo le loro competenze e la loro professionalità, ma chiedono anche il giusto riconoscimento, il rispetto e la valorizzazione che meritano.

“La Pandemia ancora in corso, continua la presidente della FNOPO, continua ad avere una forte influenza sulla pianificazione dei percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali nell’area ostetrica, ginecologica e neonatale, anche se non ha ostacolato l’impegno, la dedizione e la resilienza dell’ostetrica che opera con competenza, accompagnando la donna nei percorsi assistenziali anche nella procreazione medicalmente assistita, nel promuovere una procreazione responsabile, nel prendersi cura del percorso nascita a basso rischio e nell’attivarsi con strategie mirate a contrastare la forte denatalità”.

“Nell’ambito del Sistema Salute le Ostetriche da sempre rivestono un ruolo privilegiato sia nei Consultori Familiari, nelle Case della Salute, che nell’assistenza Libero Professionale. È solo individuando tempestivamente i loro bisogni e dando a questi risposte adeguate che si può migliorare la qualità di vita e di salute delle donne, le quali troppo spesso affrontano con un profondo senso di solitudine il percorso di prevenzione cura e riabilitazione, anteponendo sempre ai proprio bisogni quelli della famiglia”, conclude Vaccari.

Le Ostetriche in Italia

Nel corso della celebrazione della Giornata Internazionale dell’Ostetrica 2021 era stato lanciato l’allarme: l’assistenza erogata dall’ostetrica/o con risorse adeguate entro il 2035 potrebbe evitare il 67% delle morti materne, il 64% delle morti neonatali e il 65% dei nati morti. Inoltre potrebbe anche salvare circa 4,3 milioni di vite ogni anno. Ad oggi infatti, nel mondo, vi è una carenza di 900.000 professionisti.

E la crisi pandemica, che avrebbe dovuto far comprendere l’importanza di implementare politiche e di realizzare investimenti per fornire sostegno e protezioni migliori, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente queste criticità. Rispetto al rapporto 2014 circa lo stato dell’Ostetricia mondiale, i progressi sono ancora troppo lenti e si stima che i miglioramenti saranno percepibili entro l’anno 2030.

Urge pertanto investire dipiù e meglio nei percorsi di formazione di base e post – base, nell’erogazione di servizi guidati da professionisti troppo spesso sottostimati nel loro ruolo, che ogni giorno lavorano nei setting assistenziali ospedalieri, territoriali, pubblici, privati e come liberi professionisti, affinché possano esprimere, ancora di più, il loro potenziale. Il tutto al fine di contribuire a una migliore salute, all’uguaglianza di genere, allo sviluppo economico.

“È necessaria dunque una politica sanitaria più inclusiva a livello internazionale, come spiega Natalia Kanem, direttore esecutivo dell’UNFPA: Il rapporto sullo stato dell’ostetricia mondiale lancia l’allarme: il mondo ha impellente necessità di 1,1 milioni di operatori sanitari in più per fornire assistenza sanitaria sessuale, riproduttiva, materna, neonatale e adolescenziale, e l’80% di questi operatori sanitari essenziali mancanti sono del comparto ostetrico. Di fatto, un professionista capace e ben addestrato può avere un grande impatto sulle donne in gravidanza e sulle loro famiglie, un impatto spesso trasmesso da una generazione all’altra, prosegue”. Sulla stessa linea d’onda la FNOPO che ha chiesto al governo Draghi di inserire anche le ostetriche tra i professionisti vaccinatori potenziando così il piano vaccinale.

Prestare attenzione a questi dati significa programmare e attuare politiche sanitarie e di welfare appropriate e sicure, mediante un maggiore investimento sulla professione ostetrica per il suo ruolo strategico.
Numerose sono le iniziative organizzate come da consuetudine per celebrare questa giornata, reperibili sul sito istituzionale della FNOPO nell’apposita sezione dedicata alla Giornata internazionale dell’Ostetrica/o dove sono pubblicate tutte le iniziative realizzate dagli Ordini delle Ostetriche Provinciali, Interprovinciali e Regionali, iniziative aperte anche alla cittadinanza atte a coinvolgere donne, coppie e famiglie in un percorso di presa in carico, affidamento alle cure e conoscenza dei professionisti.

Intanto ad Ischia 

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