sabato, Dicembre 4, 2021
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Celiachia, questa sconosciuta: in Italia 400 mila persone non sanno di averla

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Celiachia ossia intolleranza al glutine, principale proteina del grano. Pane, pasta, farina, dolci, diventano la principale fonte di questa proteina che infiamma in maniera cronica prima l’intestino (dando come principale sintomo la diarrea cronica) e poi influisce sul benessere generale dell’organismo. Una patologia in forte crescita, sotto diagnosticata, con conseguenze a breve, medio e lungo termine per chi ne è affetto nella varie forme cliniche, che si riflettono su altri organi e apparati senza un chiaro collegamento con la intolleranza alimentare. Oltre 400mila le persone che non sanno di esserne affetti e particolarmente rilevanti sono a che gli aspetti medico-legali.

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In Italia, in base alle stime fornite dal Ministero della Salute, ci sono più di mezzo milione di cittadini, più di 600mila persone, colpite dalla celiachia. Di queste i due terzi, più di 400 mila, non sanno di avere questa malattia. Ma cos’è la celiachia? “Si tratta di un disfunzione immunitaria, che riconosce la proteina del grano glutine o gliatina, estranea, attivando un processo infiammatorio cronico molto deleterio per l’intestino e anche per altri organi. La celiachia è una patologia autoimmune dell’intestino tenue, caratterizzata da interessamento anche di altri organi – avverte Massimo Niola, direttore dell’Unità operativa clinica di Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli – ha una certa diffusione superiore a quanto stimato con notevoli conseguenze sociali e giuridiche. Da qui l’interesse della medicina legale, non solo per i risvolti civilistici, sottesi ad un eventuale responsabilità professionale per mancata diagnosi, ma anche per la sua rilevanza nell’ambito dell’assistenza e della previdenza sociale”.

Si va dai diritti negati nell’ambito delle assicurazioni private alle certificazioni della idoneità al servizio ad esempio nell’Arma dei Carabinieri, nell’Esercito, nella Guardia di Finanza che investono una particolare rilevanza nell’ambito della Medicina legale.

Proprio Massimo Niola tiene a Napoli un corso ad hoc a distanza della durata di 4 giorni (16, 23, 25 e 30 novembre, orario 14-18.00) che sarà inaugurato martedì 16 novembre, alle ore 14.00. Fari puntati dunque sugli aspetti medico-legali della malattia celiaca: il corso finanziato dall’unità della Politica del farmaco e dispositivi della Regione Campania è realizzato con il contributo organizzativo di Saniprogest.

Diagnosi, terapia, terapia della patologia, necessità di realizzare un database o registro informatizzato sulla celiachia che possa guidare i medici per la corretta valutazione del paziente, omogeneità dei trattamenti. Sono gusti gli aspetti salienti del corso nel cui Comitato scientifico-organizzativo figurano oltre a Massimo Niola, Pierpaolo Di Lorenzo, Emanuele Capasso, Claudia Casella, Fabio Policino, Serena Dei Medi0ci, Mariagrazia Marisei.  

Tra i docenti Carolina Ciacci, tra i massimi esperti di celiachia del Sud Italia, responsabile dell’Unità operativa clinica di Gastroenterologia del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, Bruno della Pietra e Luigi Lista. 

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