giovedì, Agosto 11, 2022
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Assistenza, risparmio e qualità della spesa per tutori e ausili

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[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] E[/dropcap]mpatia strumento di cura anche per i tecnici ortopedici, i professionisti più “antichi” nel mondo delle professioni sanitarie e che dopo l’infermiere professionale e il medico è una delle più presenti nella storia dell’assistenza.
Parliamo di operatori che valutano con l’ortopedico e il fisiatra quale sia il miglior dispositivo e presidio atto al miglioramento della salute (sia esterno che interno) di un paziente che abbia necessità di recuperare dopo un’incidente, una frattura o una patologia degenerativa che impatta sull’apparato muscolo scheletrico.Ausili, protesi e ortesi sono gli strumenti del mestiere.
“I tecnici ortopedici – avverte Silvia Guidi, presidente nazionale Antoi, chiudono il percorso riabilitativo e aiutano le persone nella ripresa dell’attività e nella ripresa della vita sociale e lavorativa dopo una lesione all’apparato muscolo scheletrico intervenendo nella progettazione degli ausili e delle protesi e ortesi”.
La formazione per questi professionisti risponde a un percorso di laurea triennale (i corsi sono presenti nelle università di Milano, Pavia, Bologna, Firenze, Genova, quattro Atenei a Roma con Sapienza 1 e 2, Tor Vergata e Cattolica, e poi Napoli e Bari, ultimo entrato da quest’anno nel novero dei percorsi formativi.
“Noi abbiamo un solo problema – focalizza Guidi – la scarsa presenza ovvero assenza del nostro profilo professionale nelle piante organiche del servizio sanitario pubblico. Una carenza e un deficit che si riverbera sulla qualità delle cure. Riteniamo invece di contro che la figura professionale del tecnico ortopedico sia indispensabile nelle equipe multidisciplinari tecniche necessarie per gestire la fornitura di protesi, tutori, ortesi e ausili. Una carenza che peraltro apre la strada a tanti esempi di abuso professionale in quanto altri camici bianchi svolgono impropriamente il nostro lavoro. Altre figure come quella dei terapisti occupazionali, Podologi fisiatri hanno conquistato una loro legittimità e consistenza che per ora a noi è ancora preclusa. Se fossimo presenti nel Ssn oltre a gestire correttamente le forniture protesiche e ausili per la riabilitazione potremmo garantire il nostro know how che affonda radici nella notte dei tempi, alla appropriatezza della spesa con risparmi anche per il servizio sanitario pubblico che ora più che mai deve razionalizzare i costi e garantire qualità ed efficacia”.
Un fabbisogno ampiamente sottostimato quello dei tecnici ortopedici che sono circa 2 mila in Italia per un fabbisogno stimato di almeno seimila unità.
Altro nodo su cui Guidi punta il dito è quello del Conflitto di interessi. “Ci troviamo spesso di fronte ad aziende private che propongono al pubblico i prodotti da acquistare. Ovviamente si salda in questo scenario il richiedente con il fornitore che corrispondono alla stessa figura. Assumendo dei tecnici si eviterebbe invece tutto questo. Così tecnici di aziende private vanno a svolgere negli ospedali e negli ambulatori il nostro lavoro. Un sistema che va corretto. Basterebbe identificare un contigente minimo di tecnici per ogni regione da impiegare anche come consulenti nelle gare pubbliche per dare lavoro e risparmiare sulla spesa generale in questo settore”.

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