sabato, Gennaio 22, 2022
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Antonino Distefano: i tecnici di laboratorio? Eroi dimenticati della pandemia

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“Nel mio ospedale siamo stati fortunati nella prima ondata pandemica, avevamo ultimato nella mia unità operativa un nuovo laboratorio di Classe 3 che ci ha consentito di affrontare al meglio e in sicurezza le normali procedure per i tamponi molecolari, permettendoci anche la coltivazione del virus in vivo senza correre particolari rischi grazie ai flussi laminari e in pressione negativa”.

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Cosi Salvatore Antonino Distefano, tecnico sanitario di laboratorio biomedico Tslb e vicepresidente nazionale Cda che lavora a Palermo, presso l’azienda ospedaliera universitaria policlinico. Anche lui intervenuto a Rimini con una sua testimonianza diretta, rilasciata presso la postazione di Giornalesanità.it a margine del Convegno di Rimini.

“Sars-Cov-2? Siamo riusciti a coltivarlo e maneggiarlo in un ambiente chiuso abbattendo i senza rischi con pochi messi ma tanta dedizione e professionalità”. “La nostra esperienza pandemica – aggiunge DiStefano – è stata un’opportunità di crescita e di conoscenze che ha permesso a tutti noi, tecnici di laboratorio anche meno giovani, di approcciarsi a una branca della professione che attiene alla biologia molecolare. Il personale, in questo settore, con l’emergenza pandemica è stato impiegato allo stremo. Ci sono questioni anagrafiche e di blocco delle assunzioni che in molte regioni del Sud hanno progressivamente rimaneggiato la dotazione di personale. Altre regioni hanno avuto possibilità di assumere e di potenziare i servizi. Noi ci siamo dovuti arrangiare da soli”.

Distefano racconta come una pandemia di queste proporzioni nessuno immaginava di doverla fronteggiare: “Con questi numeri di malati e queste emergenze dettate da un virus capace di contagiare migliaia di persone non si sarebbe in effetti mai potuti essere pienamente e adeguatamente preparati. Eppure, nella limitatezza delle forze in campo ce l’abbiamo fatta a superarne tutti gli ostacoli”.

Vedere nei tg, leggere sui giornali, guardare le cronache di quanto stava accadendo a Bergamo nella primavera del 2020 è stato terribile per tutti. “A febbraio del 2020, quando i tg iniziavano a rimandare le immagini delle conseguenze della pandemia – continua Distefano – non avevamo nemmeno le mascherine. Abbiamo fatto i Salti mortali. Insieme al lavoro svolto dai colleghi infermieri e medici noi tecnici di laboratorio siamo stati i veri “eroi” della pandemia.
Abbiamo fatto notti una dietro l’altra: non c’era il personale sufficiente, scontavamo la scarsità di organico, ci siamo spesi al massimo. Avevamo un solo camice monouso e si usava quello e basta ma nessuno si è tirato indietro. Eravamo come in guerra con un fucile che spara male ma ci siamo andati. E questo lavoro è stato svolto dietro le quinte. Molto spesso non si riesce a comprendere cosa ci sia dietro un tampone, un sequenziamento genetico, una analisi di laboratorio. La nostra professione non è visibile, non ha contatto con il Tslb che invece c’è ed è disponibile, sempre pronto a professare questa professione con spirito di servizio, con competenza e professionalità.”

Link video
https://youtu.be/EZpnaeIBDqQ

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