venerdì, Gennaio 21, 2022
No menu items!

Alessandria: ‘‘Omosessuale con un compagno stabile’’, bufera sul referto del pronto soccorso

I più letti

[dropcap color=”#000000″ style=”style-1″ background=”#ffffff” ] ‘‘O[/dropcap]mosessuale con un compagno stabile’’, è quanto si legge sul referto di dimissione del pronto soccorso di Alessandria, rilasciato ad un paziente che si era recato all’ospedale a causa di una forte emicrania e che era stato sottoposto ad accertamenti nel reparto di malattie infettive.
Il racconto della vicenda con tanto di immagine del referto, è stato pubblicato dal quotidiano ‘’La Stampa’’.

Nel referto per intero si legge: “Fuma circa 15 sigarette al dì, beve saltuariamente alcolici. Nega allergie. Omosessuale, compagno stabile’’, la notizia ha suscitato non poche polemiche tanto che il presidio ospedaliero della città piemontese è finito al centro di una bufera ed è intervenuto per dare spiegazioni attraverso un comunicato:
«L’azienda ospedaliera è molto dispiaciuta di leggere che un nostro paziente possa essersi sentito `discriminato´ in un percorso di cura che prevede la raccolta di dati anamnestici finalizzati a curare nel miglior modo possibile il paziente», spiega l’ospedale aggiungendo che l’anamnesi «deve raccogliere tutte le informazioni personali e cliniche utili all’eventuale processo di cura. Dispiace che sia stata portata alla ribalta nazionale la Struttura di Malattie Infettive, dove vengono seguiti da anni centinaia di pazienti con vari orientamenti sessuali, senza alcun pregiudizio e senza che con alcuno siano mai evidenziati problemi, anzi il personale della Struttura collabora attivamente con le organizzazioni LGBT della zona con riscontri sempre positivi».

- Pubblicità -

«Ci dispiace se in questo caso il paziente possa essersi sentito discriminato. La raccolta di tali dati sensibili rientra solo nel rapporto medico-paziente che è strettamente personale e tutelato dalla riservatezza della cartella clinica e di tutti i documenti in essa contenuti: infatti tutti i medici e il personale hanno il segreto d’ufficio oltre quello professionale. Nel caso specifico, l’informazione è stata concordata tra il medico e il paziente e la lettera di dimissione era riservata e consegnata esclusivamente al soggetto interessato alle cure. L’Azienda è disponibile ad andare incontro alla richiesta di rettifica del referto, anche se la stessa, come da nostra prassi è stata concordata al momento dell’anamnesi, quando il paziente ha voluto che il redattore sottolineasse alcuni aspetti e ne omettesse altri».

Ma, il paziente ha riferito comportamenti insoliti durante visita, ad esempio il medico gli avrebbe chiesto conferma che la persona che lo accompagnava fosse davvero il suo compagno inoltre il test per l’Hiv (esito negativo) fino a quello che si legge nelle ultime righe del referto, secondo lo stesso paziente un dettaglio irrilevante che poteva restare riservato.
Sulla vicenda è intervenuto il Pd per voce del segretario regionale Paolo Furia e dagli esponenti locali Fabio Scarsi e Rapisardo Antinucci: “Siamo nel 2019 e dobbiamo ancora sottolineare che l’omosessualità non è una malattia. Inseriremmo mai in una lettera di dimissioni ‘eterosessuale con fidanzata’?”
Sul caso è intervenuto anche il mondo Lgbtqi che ha chiesto un incontro con la Dirigenza Sanitaria per approfondire la vicenda.
L’ospedale annuncia che lunedì è previsto un incontro in direzione generale con le organizzazioni Lgtb «per fare chiarezza sulla vicenda rinnovando la nostra volontà di collaborare per offrire il miglior contesto di cura a tutti i cittadini che ci scelgono».

Commenti da Facebook
- Pubblicità -
- Pubblicità -
Ultime notizie

Napoli e Provincia: Controlli anti-covid dei carabinieri. Dal positivo che passeggia a quello che va a lavorare

Continuano i controlli dei Carabinieri in tutta la provincia di Napoli per verificare il rispetto delle norme anti-contagio.A Napoli,...
- Pubblicità -

Articoli correlati

- Pubblicità -