domenica, Dicembre 5, 2021
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Accessi vascolari nel paziente oncologico, somministrazione sicura dei farmaci: arrivano le nuove raccomandazioni

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In ambito oncologico si è alla continua ricerca delle migliori soluzioni per la più efficace somministrazione di Terapie chemioterapiche e farmacologiche, di soluzioni e derivati del sangue, esecuzione di prelievi ematici, nonché il monitoraggio emodinamico per la misurazione della pressione venosa centrale o per la somministrazione della nutrizione parenterale. Pertanto particolare attenzione deve essere posta sia alla scelta del più appropriato accesso vascolare, quali i cateteri venosi centrali e/o periferici (PICC e Midline) nonché alle più idonee tecniche di posizionamento al fine di prevenirne le principali complicanze quali l’interruzione della terapia, il deterioramento del patrimonio venoso disponibile e la riduzione del rischio di sviluppare infezioni.

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A questo proposito dalle principali società scientifiche del settore, quali la Società Italiana accessi vascolari (Ivas) e l’Associazione Italiana Infermieristica Competenze Avanzate (Iamac) arrivano le nuove raccomandazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi per l’accesso vascolare nei pazienti oncologici ed ematologici per la somministrazione della terapia farmacologica ho e della nutrizione parenterale racchiuse nel Documento di Consenso “L’ottimale utilizzo dei cateteri centrali a inserimento periferico (Picc) in oncologia e ematologia”.

Le nuove indicazioni nascono dalla necessità di rivedere i criteri di scelta e garantire un utilizzo ottimale dei dispositivi vascolari attualmente utilizzati nelle realtà ospedaliere italiane, considerato che gli stessi sono divenuti oramai parte integrante del processo clinico – assistenziale di tali pazienti e della loro presa in carico nell’ottica di garantirgli una qualità di vita sempre migliore.

Nonostante si arrivi sempre più spesso ad una diagnosi precoce di malattia tumorale infatti, e nonostante si ricorra a terapie sempre più specifiche, in fatto di utilizzo di accessi vascolari ancora si assiste ad un quadro piuttosto frammentato. Le principali criticità sono dovute alla disparità tra Linee Guida ed implementazione delle stesse nella pratica assistenziale quotidiana che determina difficoltà, nell’ambito dell’equipe multidisciplinare, di decidere quale sia l’accesso vascolare più idoneo da impiantare al singolo paziente; questo determina, di conseguenza, un ricorso all’utilizzo di tali dispositivi ancora in misura inferiore rispetto a quanto suggerito dall’effettivo bisogno clinico e assistenziale nonché dai criteri di inclusione dei pazienti al posizionamento degli stessi.

Per risolvere questa criticità il Documento di Consenso sottolinea la centralità del ruolo del Vascular Access Team (VAT) che, attraverso la specifica formazione e la conoscenza dettagliata dei vari dispositivi vascolari in termini di indicazioni, è in grado di fare una valutazione ragionata per scegliere la migliore soluzione con il minor impatto sul paziente e con le minori complicanze possibili, migliorando anche la tempestività delle cure. I vantaggi che ne deriverebbero sono molteplici: sicurezza e semplicità della procedura per il loro posizionamento, che può essere eseguita da personale infermieristico adeguatamente formato e può essere realizzata direttamente al letto del paziente senza la necessità di sale operatorie, riducendo tra l’altro anche i tempi di intervento e la necessità di riposizionamenti post-impianto, con risparmio di risorse, costi e riduzione dei tempi per l’inizio della terapia infusionale. Inoltre, per le loro caratteristiche, i PICC sono compatibili con un uso sia ospedaliero che extra-ospedaliero, compreso quello domiciliare, utilizzando una procedura rigorosamente sterile e una strumentazione portatile per la conferma del corretto posizionamento della punta tramite prova ECG-guidata, avvalendosi di metodiche accurate di tip navigation e tip location, realizzate grazie all’elettrocardiografia intracavitaria (IC-ECG).

Il Documento inoltre sottolinea l’importanza di inserire nei percorsi diagnostico-terapeutici in oncologia (PDTA) l’utilizzo e la scelta del catetere vascolare più idoneo, il suo impianto con la successiva gestione, per la sicurezza delle cure e degli operatori sanitari nonché per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Fondamentale in questa direzione pertanto è il ruolo del personale infermieristico per la messa a punto dei migliori modelli organizzativi assistenziali nonché l’integrazione delle diverse competenze specifiche all’interno dell’equipe multiprofessionale, che deve coinvolgere necessariamente nel processo decisionale anche il paziente e i suoi caregivers.

Da sottolineare infine, per il successo dell’intero processo, il ruolo educativo dei professionisti Infermieri che risulta essere determinante sia per il raggiungimento del migliore grado possibile di soddisfazione dei pazienti in relazione alla qualità dell’assistenza erogata e del tempo dedicato, ma anche per garantire il Continuum of Care in ogni fase della malattia, puntando sulla diffusione della cultura dell’accesso venoso.

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