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20 febbraio: giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socio-assistenziali e del volontariato

Nata “per onorarne il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio nel corso della pandemia di Coronavirus nell’anno 2020” – come riportato dalla Legge del 13 novembre 2020, n. 155 – da 2 anni celebriamo il valore inestimabile delle Professioni sanitarie, sociosanitarie, socioassistenziali e del volontariato, da sempre accanto ai più fragili.

Dal 2020 molte cose sono cambiate. Il mondo della sanità e non solo, è stato investito da un evento che ha sconvolto le vite di tutti. Eppure nel momento peggiore il sistema sanitario ha potuto contare sulla presenza di professionisti che di fronte alle difficoltà non si sono tirati indietro. Hanno lavorato duramente, con ritmi estenuanti, mettendo a rischio anche la loro vita, pur di assistere i pazienti bisognosi.
Hanno soccorso i pazienti colpiti dal Covid, senza tuttavia tralasciare quelli recanti altre problematiche, dimostrando spirito di sacrificio e abnegazione. Tuttavia è stata necessaria una così grave emergenza per accorgersi della qualità del nostro personale sanitario, ufficialmente candidato anche al Nobel per la Pace 2021, con la seguente motivazione “è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro”. Un atto di riconoscenza di cui essere orgogliosi, che testimonia il nostro coraggio nel provarci nonostante l’incertezza assoluta. Dati sicuri non ne avevamo e la paura regnava sovrana.

Tutti noi abbiamo ancora impresso nella memoria il momento in cui tutto stava per cambiare:il lockdown, le mascherine, la distanza fisica e sociale, le terapie intensive al collasso, le immagini dei carri in fila fuori gli ospedali.
Un’emergenza purtroppo non ancora alle spalle ma che sicuramente fa meno paura di prima. Questo grazie anche alla campagna vaccinale e al continuo rispetto delle regole contro la diffusione del virus, su cui le istituzioni puntano con fermezza.

Ogni professione sanitaria da allora, nell’ambito delle proprie competenze, fa la sua parte nella lotta contro il Covid, con il massimo dell’impegno.Questa giornata è dedicata a loro, a chi non c’è più, a chi si è ammalato ed è riuscito a salvarsi, a coloro che in ogni modo erano in prima linea per affrontare e fermare la pandemia. Anche la scelta della data non è dovuta al caso: coincide con la scoperta del “paziente uno” nel comune di Codogno, paziente che ad oggi sta bene, e che simboleggia la speranza di riuscirci.

Ne verremo fuori più forti e consapevoli, ma non basterà più una giornata per celebrare tutto ciò. Le professioni sanitarie hanno bisogno di misure atte a garantire loro sicurezza, rispetto, evoluzione e collaborazione. Il pacchetto di investimenti e riforme previsto dal Pnrr rappresenta sicuramente un’opportunità da cogliere e sfruttare al meglio. Dunque un appello alle istituzioni: non perdiamo l’occasione di prenderci cura di una risorsa che nel momento più buio si è dimostrata e mostrata preziosa, il nostro Sistema sanitario nazionale.

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